Discorsu di a Presidente di l’Assemblea di Corsica di u 28 d'aprile


Discours de Marie-Antoinette Maupertuis*, Présidente de l'Assemblée de Corse, prononcé le 28 avril au parlement sarde lors de la session solennelle de Sa Die de sa Sardigna




 

 Signora Presidente Todde, cara Alessandra,

Signore Presidente Comandini, caro Piero,

Care e cari Assessori della Giunta regionale,

Care e cari Consiglieri regionali,

Onorevoli Rappresentanti della Repubblica Italiana,

Onorevole Sindaco di Cagliari,

Signore Presidente della CRPM, dear Filip,

Care e cari rappresentanti delle isole,

Cari ripresantanti delle autorità civile, militare e religiose, 

Signore e Signori,

 

È per me un profondo onore quello che mi fate oggi accogliendomi in quest’aula del Consiglio Regionale, in questo giorno così simbolico di Sa Die de sa Sardigna.

Permettetemi anzitutto, nella mia qualità di Presidente della Commissione delle Isole, di rivolgere, a nome di tutte le isole oggi rappresentate, i nostri più sinceri ringraziamenti per la vostra calorosa accoglienza, così come il nostro saluto fraterno al popolo sardo. Voglio ringraziarvi, cantanti, per questi bellissimi canti e per queste parole in lingua sarda!

Essere qui, davanti ai rappresentanti della Sardegna, non è soltanto un gesto di protocollo. È un momento politico! È un momento solenne

E per me, Presidente dell’Assemblea della Corsica, èsoprattutto un momento di fraternità tra due popoli che la storia, la geografia e la memoria hanno avvicinato.

In questa giornata della memoria, rendete omaggio a tutte e a tutti coloro che hanno rifiutato la dominazione, che hanno voluto rialzare il proprio popolo, difenderne la dignità e affermarne il diritto a decidere di sé stessi.

Onorate un’eredità di coraggio, di coscienza e di fedeltà.

Questa eredità risuona profondamente in Corsica.

Risuona in modo particolare nella nazionalista è autonomista corsa che io sono.

 

Perché le nostre isole sanno cosa significhi preservare una lingua, trasmettere una cultura, proteggere una terra, resistere alla cancellazione, mantenere vivo ciò che altri credevano condannato a scomparire.

Sappiamo cosa rappresenti l’attaccamento a un’identità aperta, generosa, ma determinata a non scomparire.

La Sardegna e la Corsica condividono ben più di una semplice vicinanza geografica. Condividiamo un modo di abitare il mondo. Condividiamo un rapporto intimo con il mare. Condividiamo una civiltà mediterranea fatta di radicamento, apertura, solidarietà e carattere.

Condividiamo anche questa convinzione essenziale: i popoli che conoscono la propria storia camminano verso il futuro con maggiore forza.

 

Signore e Signori Consiglieri, la vostra istituzione porta una responsabilità eminente. Quella di rappresentare la voce del popolo sardo.

Di sprimere le sue aspirazioni. Di difenderne gli interessi. Di trasmetterne la memoria. E di prepararne l’avvenire.

Per questo l’Assemblea di Corsica guarda con rispetto al lavoro del Consiglio Regionale. Ed è per questo che auspichiamo che presto possa essere nuovamente riunito il Consiglio corso-sardo, affinché si sviluppi un dialogo istituzionale rafforzato tra le nostre due assemblee.

Voglio ribadire oggi la piena e totale disponibilità della Corsica ad approfondire i nostri legami istituzionali, culturali, economici e umani.

Le nostre due assemblee hanno vocazione a dialogare di più. A lavorare insieme. A portare la voce delle isole nel Mediterraneo e in Europa. Ma prima di tutto, a nutrire una relazione fraterna e duratura tra i nostri popoli.

In questo giorno di festa nazionale sarda, desidero rivolgere a ciascuna e ciascuno di voi, e attraverso voi all’intero popolo sardo, il saluto fraterno della Corsica.

Che viva a lungo l’amicizia tra la Corsica e la Sardegna.

 

Evviva la Sardegna! Evviva la Corsica!

Evviva populu corsu!  Evviva u populu sardu ! 


* Seul le prononcé fait foi

Rédigé le Jeudi 30 Avril 2026 modifié le Jeudi 30 Avril 2026

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